“Eccomi”: le accolite raccontano la chiamata
Aggiornamento: 7 ott

di Alessandra Provenza
Che cos'è un accolito?
Il termine deriva dal greco akólouthos, che significa "colui che segue". L'accolito, quindi, aiuta il sacerdote e il diacono durante la Messa e le celebrazioni liturgiche. Si tratta di un ministero laicale istituito dal vescovo, affidato stabilmente a una persona che ha ricevuto una formazione specifica per curare il servizio dell'altare, favorire il buon andamento della liturgia, distribuire la Comunione.
Ma al di là della definizione, proviamo a capire che cosa significa attraverso l'esperienza diretta di Angela Catalano e Maria Grazia Di Benedetto, istituite il 17 maggio 2026 presso la Basilica di San Giovanni in Laterano. Scopriamo attraverso le loro parole che cosa ha ispirato la decisione di intraprendere questo percorso, come l'hanno vissuto in famiglia e nella comunità, quali sono le emozioni che accompagnano il cammino.

Angela racconta
"Il nostro parroco don Fernando mi ha proposto di fare un percorso che mi avrebbe portato a ricevere il ministero dell'Accolitato, al quale non avevo mai pensato. Con mio marito ne ho parlato subito, mentre con i figli quando ho cominciato a prendere consapevolezza del percorso. Il giorno dell'istituzione è stato molto emozionante, ed è stato in quel momento che ho avuto la consapevolezza della grazia e dell'amore che Dio ha per ciascuno dei suoi figli. La parrocchia è stata fondamentale: l'accoglienza che ho ricevuto non si può dimenticare facilmente, anche grazie al nostro parroco don Fernando, che ci ha fatto vivere un momento indimenticabile nella celebrazione e nell'adorazione prima dell'istituzione".
Lo ricordano anche quanti hanno preso parte, il 14 maggio, a questa importante condivisione fatta di preghiere e canti, che ha permesso di prepararsi a vivere con gioia l'istituzione delle nuove accolite.
Conclude così Angela: "Il primo giorno di servizio all'altare e la distribuzione dell'Eucaristia sono stati momenti forti che non so descrivere a parole. Custodirò con gratitudine tutto questo amore e affido allo Spirito Santo il mio camminare".
E Maria Grazia?
"Per ciascuno di noi il Signore ha una missione, un progetto che solo con il nostro 'sì' può compiersi. E allora 'eccomi' nel mio servizio di accolita. Non c'è stato un momento particolare: nel tempo ho sentito un vivo desiderio di approfondire più da vicino il messaggio cristiano e comprendere la bellezza della celebrazione eucaristica. Questo interesse mi ha condotta a seguire una scuola di preghiera, varie catechesi e infine il corso triennale di liturgia presso l'Ateneo Sant'Anselmo, finalizzato a ricevere l'istituzione del ministero di accolita.
Quest'ultimo percorso di studio è stato molto interessante: oltre a offrire la conoscenza dei fondamenti storici e biblici, mi ha permesso di approfondire il significato della liturgia alla luce soprattutto della sua celebrazione. La conclusione di questo iter formativo mi ha sicuramente aiutato a partecipare ai sacramenti con piena comprensione del significato dell'azione liturgica, da intendersi non come un semplice adempimento o ripetizione meccanica di gesti, ma come rito celebrativo del mistero di salvezza di Cristo. Questa consapevolezza genera in me una profonda e significativa partecipazione al servizio all'altare, in cui l'attenzione, l'ascolto e l'umiltà diventano parte integrante della preghiera. Rispondere alla chiamata del Signore con la testimonianza del mio 'servizio' spero possa costituire un concreto esempio di partecipazione alla vita cristiana.
Gioite nel Signore, sempre!".
Questo articolo è uscito su «Luci sul cammino», n. 7-8/2026. Sfoglia il numero completo in PDF




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