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Sulle strade di Padre Pio tra fede e storia

1 mag
Tempo di lettura: 3 min
Sulle strade di Padre Pio tra fede e storia

di Roberto Iacobini


Il nostro pellegrinaggio non poteva iniziare che da Pietrelcina, luogo natale del Santo. Alle ore 6.30 del 20 marzo 2026 siamo partiti. Dopo aver recitato le lodi con il diacono Massimo Olivieri e una breve sosta per la colazione, siamo arrivati a Pietrelcina e abbiamo iniziato la visita dal museo, dove sono raccolti oggetti e paramenti sacri appartenuti a San Pio. Un primo contatto con la sua umanità concreta, fatta di oggetti semplici e di una vita trascorsa nell'ordinario prima ancora che nello straordinario.


Ci siamo poi avviati verso la parte vecchia del paese, dove si trova la casa natale del Santo. Il borgo medievale racchiude, nel suo dedalo di viuzze, le mura dell'abitazione in Vico Storto Valle, dove nacque Padre Pio. La stanza era la camera da letto dei genitori; sotto il pavimento, raggiungibile tramite una botola, si trova il locale usato come stalla e magazzino. Nella cucina e nella stanza retrostante - prima camera dei bambini, poi sala da pranzo - si svolgeva gran parte della vita domestica, ancora oggi testimoniata da utensili d'epoca, recipienti in terracotta e un lume a petrolio. Padre Pio trascorreva molto tempo a studiare e pregare nella cosiddetta "Torretta", piccola stanza dove si narra avvenissero le lotte diaboliche. Abbiamo visitato anche la cappellina di Piana Romana, in campagna, dove ebbe le prime apparizioni e le stigmate invisibili: un luogo raccolto e silenzioso, che conserva ancora l'atmosfera di quegli inizi.


Dopo il pranzo al ristorante "La Botte" - abbondante e ottimo -, ci siamo diretti verso Monte Sant'Angelo, sul promontorio del Gargano, a circa 800 metri sul livello del mare. La sua origine religiosa precede di cinque secoli la fondazione del centro urbano. Secondo la tradizione, l'8 maggio del 490 l'arcangelo Michele apparve al vescovo di Siponto, san Lorenzo Maiorano, chiedendo di dedicare al suo culto una grotta sul Monte. Accolti da una temperatura da "giorni della merla", abbiamo visitato il Santuario di San Michele Arcangelo - noto come Celeste Basilica perché, secondo la tradizione, consacrato direttamente dall'arcangelo - uno dei maggiori centri di culto micaelico dell'Occidente, insieme alla Sacra di San Michele in Val di Susa e a Mont-Saint-Michel in Francia. La grotta, nella sua austera bellezza, trasmette ancora oggi un senso di sacralità difficile da descrivere a parole.


Siamo poi ripartiti con il buio verso San Giovanni Rotondo, dove ci aspettava un'ottima cena e un meritato riposo dopo una giornata lunga, faticosa ma molto significativa dal punto di vista spirituale. Il gruppo ha ritrovato attorno alla tavola quella leggerezza serena che è anch'essa parte del pellegrinaggio.


Sulle strade di Padre Pio tra fede e storia

Il giorno seguente, 21 marzo, ci siamo incamminati verso il Santuario di Santa Maria delle Grazie in una giornata del tutto particolare: era prevista la traslazione del corpo di San Pio dalla chiesa antica alla nuova, che può accogliere circa 6.500 persone. Abbiamo partecipato alla messa delle ore 10.00, in un Santuario stracolmo di fedeli venuti da ogni parte, e seguito la processione con il corpo del Santo fino alla cripta della nuova chiesa. Un momento di grande intensità, vissuto in silenzio e raccoglimento. Nel pomeriggio siamo tornati per la visita guidata delle tre chiese: la vecchia chiesa di Santa Maria delle Grazie, il convento dove San Pio ha vissuto, la stanza nella quale è morto e la raccolta degli oggetti da lui utilizzati durante la vita, compresi quelli legati alle frequenti malattie che lo hanno afflitto.


Chi era Padre Pio


Francesco Forgione nasce il 25 maggio 1887 a Pietrelcina, da una modesta famiglia di contadini. Matura presto la vocazione religiosa: il 6 gennaio 1903 entra nel convento di Morcone, dove prende il nome di Fra Pio da Pietrelcina. Pronuncia i voti nel 1907 e viene ordinato sacerdote a Benevento il 10 agosto 1910.


Durante la convalescenza a Pietrelcina riceve le prime stigmate invisibili, che si manifestano solo con forti dolori. Nel 1916 si trasferisce al convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, dove resterà per tutta la vita. Il 20 settembre 1918 riceve le stigmate visibili mentre prega nel coro della chiesa.


La sua fama attira folle di fedeli, ma anche provvedimenti restrittivi del Sant'Uffizio tra il 1922 e il 1933. Avvia poi la costruzione della "Casa sollievo della sofferenza", inaugurata nel 1956. Muore nella notte tra il 22 e il 23 settembre 1968, nella sua cella.


Questo articolo è uscito su «Luci sul cammino», n. 4/2026. Sfoglia il numero completo in PDF

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