Un innovativo percorso di formazione per i cresimandi 2026
Aggiornamento: 7 ott

di Paola Zangari, catechista
Il 17 Gennaio 2026, in una splendida giornata di sole, calata dal Cielo come un prodigio tra due giornate invernali umide di pioggia, ho potuto sperimentare la grazia di accompagnare il mio gruppo di sedici ragazzi che si accingevano a ricevere il Sacramento della Cresima, in un eccezionale pellegrinaggio fisico e spirituale!
Il cammino che abbiamo compiuto ha preso spunto dal pellegrinaggio delle sette chiese, ideato da San Filippo Neri nel XVI secolo, attualmente riproposto ogni anno da padre Maurizio Botta dell’omonimo Oratorio.
Esso percorre 25 chilometri nel centro della nostra bellissima città, raggiungendo alcune tra le sue magnifiche basiliche: San Pietro, San Paolo fuori le mura, San Sebastiano, San Giovanni in Laterano, Santa Croce in Gerusalemme, San Lorenzo fuori le mura, Santa Maria Maggiore.

San Filippo pensa a questo cammino come a un processo di guarigione che, inevitabilmente, passa attraverso una battaglia epica, che possiamo immaginare come quella che troviamo nel film “Il Signore degli anelli - Il ritorno del re”, in cui Aragorn sprona i suoi a combattere contro il male: “Vedo nei vostri occhi la stessa paura che potrebbe afferrare il mio cuore! Ci sarà un giorno in cui il coraggio degli uomini cederà, in cui abbandoneremo gli amici e spezzeremo ogni legame di fratellanza: ma non è questo il giorno!”.
Il cuore è il luogo del combattimento contro i vizi (superbia, gola, accidia, lussuria, avarizia, invidia, ira), che rappresentano l'abitudine al male che ci trascina verso il basso e ci sottrae la possibilità di amare.
Nel pellegrinaggio, insieme ad una preghiera incessante, San Filippo, per combatterli, coniuga le armi propriamente umane che abbiamo a disposizione, le nostre virtù, ovvero il nostro desiderio di bene, a quelle che appartengono a Cristo e che solo Lui può donarci, se lo desideriamo.
Arrivano così in nostro soccorso, i doni dello Spirito Santo (Timor di Dio, Pietà, Scienza, Consiglio, Fortezza, Intelletto, Sapienza), propri di Cristo, che riceviamo con il Battesimo e poi con la Cresima, che rafforzano la nostra volontà di compiere il bene.
Insieme al nostro parroco, don Fernando, prendendo spunto dall'esperienza di due sacerdoti romani che si occupano da anni di iniziazione cristiana, don Andrea Lonardo e lo stesso padre Maurizio Botta, nonché dalla mia esperienza personale di questo pellegrinaggio, che, posso dire, ha inciso profondamente nella mia vita, ci siamo chiesti: “perché non provare a far vivere ai nostri ragazzi un'esperienza così forte e così vera per mostrargli come il combattimento contro il male riguardi anche loro? E, soprattutto, perché non svelargli la potenza dei doni che avrebbero ricevuto il giorno della Confermazione?”.
In realtà ci siamo spinti anche oltre, pensando di coinvolgere anche le loro famiglie, raccogliendo un'adesione inaspettata!
Pensando alle possibili difficoltà che avremmo potuto incontrare in un percorso lungo 25Km, abbiamo deciso di “rivisitarlo”, puntando soprattutto sulle catechesi da fare presso le sette chiese scelte.
In ogni tappa del percorso abbiamo ascoltato una catechesi con il tema rappresentato da un vizio da combattere e le armi da usare, ovvero la virtù e il dono dello Spirito Santo che la corrobora, mentre nei tragitti tra una chiesa e l'altra, abbiamo pregato.
Dall’immensa Basilica di San Pietro, dopo aver ascoltato la prima catechesi ad opera di don Fernando, abbiamo iniziato il nostro cammino, che si è snodato su un Lungotevere che offriva un paesaggio da cartolina e ci ha portato verso San Bartolomeo all'isola Tiberina e da qui a Santa Maria in Trastevere, dove siamo stati accolti in un bel chiostro interno e ci siamo rifocillati. Proseguendo siamo saliti fino alla chiesa di San Pietro in Montorio, con la sua bellissima vista su Roma e il tempietto del Bramante e poi scesi a San Francesco a Ripa (dove è custodita la cella del Santo).
Da lì ci siamo avviati verso Santa Cecilia in Trastevere, dove abbiamo incontrato una suora che stava chiudendo la Basilica per l'ora di pranzo, ma che vedendo questo gruppo così bello, ha deciso di farcela visitare e ci ha perfino lasciato mangiare nel grande chiostro antistante, dandoci addirittura il lucchetto per chiudere tutto! Come direbbero le mie figlie: tanta roba!!!
Dopo aver mangiato, fatto quattro chiacchiere e preso un buon caffè in un bar di una piazzetta meravigliosa prossima al Lungotevere, abbiamo deciso di percorrere l'ultimo tratto, effettivamente un po' lungo (poco più di 3Km), con il 23, un autobus che ci avrebbe portato in prossimità della nostra ultima destinazione: la Basilica di San Paolo fuori le mura.
Dopo il divertente assalto al bus, reminiscenza per noi adulti, dei bei tempi del liceo, l'ultimo pezzo di cammino, che è sempre il più faticoso, è stato il tempo della gratitudine!
In molti genitori ho osservato la gioia di quel tempo inaspettato passato insieme ai figli e ad una comunità che camminava nella stessa direzione.

Dopo l'ultima catechesi abbiamo chiesto a genitori e ragazzi, di entrare nella Basilica e di prendersi un momento per stare in famiglia per pregare per questi giovani che stanno vivendo in un mondo complicato, dove la Fede in Dio Padre, in suo Figlio Gesù e nello Spirito Santo, sembra essere sempre più distante.

Non so dove porterà i cuori di questi ragazzi e dei loro genitori, l'aver vissuto insieme questo cammino, lo metto nelle mani di Dio, ma so dove ha portato il mio cuore. Come già accaduto tante volte nella mia storia, in questo giorno meraviglioso di Gennaio, ho fatto esperienza della Provvidenza di Dio, di quanto mi ami, mi custodisca e mi indichi la strada della bellezza.
Personalmente ho vissuto pienamente questo meraviglioso pellegrinaggio, perché accanto a me avevo mio marito Lorenzo, mia figlia Chiara, che ha animato il cammino con la sua chitarra e la piccola della famiglia (per modo di dire!), Elisa, che abbiamo accompagnato a ricevere, insieme al resto del gruppo di magnifici ragazzi, la Cresima l'8 Febbraio.
Questo articolo è uscito su «Luci sul cammino», n. 2/2026. Sfoglia il numero completo in PDF




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