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Truffe agli anziani: che fare?

10 giu
Tempo di lettura: 3 min
Truffe agli anziani: che fare?

di Marco Peverini


La nostra parrocchia da tempo, con varie iniziative, cerca di prendersi cura e di essere vicina anche alle persone che appartengono a quella fascia di età che noi amiamo chiamare affettuosamente “Diversamente giovani”. Nell’ambito di queste attività il servizio parrocchiale del “Telefono d’Argento”, che si rivolge agli anziani e alle persone sole (contattabile il giovedì dalle 16.30 alle 18.00 al numero 3759818021), ha organizzato un incontro con il comandante dei carabinieri della stazione Torrino Nord Maresciallo Salvatore Borriello sul tema: “Truffe agli anziani” (ma non solo), che si è tenuto presso la nostra parrocchia il 5 febbraio u.s. nella sala S. Elia.


Il comandante, nel ringraziare per l’invito, ha prima di tutto evidenziato che non denunciare è un errore: molti, infatti, non denunciano una truffa, a volte per vergogna o perché non ne vogliono parlare. Bisogna però far sapere che non si tratta di qualcosa che capita a pochi sprovveduti, quanto piuttosto di vergognosi reati compiuti da persone senza scrupoli.


I truffatori possono presentarsi sia da soli sia in coppia, e possono essere anche donne; sono abili nel parlare, il più delle volte sono eleganti e possono fingere di essere mandati da un conoscente. Il copione della truffa agli anziani è sempre lo stesso: i ladri bussano alla porta travestiti da falsi dipendenti o tecnici e, con le scuse più disparate, fanno pressione, insistono e hanno sempre fretta.


La raccomandazione è di non aprire agli sconosciuti, ai finti idraulici, elettricisti o dipendenti di aziende di servizi. Nessun ente o azienda manda a casa il proprio personale, soprattutto per riscuotere il pagamento delle bollette, senza che tali visite vengano annunciate tramite lettera o canali ufficiali.


L'incontro sulle truffe agli anziani nella sala Sant'Elia

Il comandante ha poi commentato alcuni modus operandi dei ladri, che possono essere diversi, ma il cui fulcro è sempre lo stesso: la truffa dell’amico. I truffatori si fingono amici o conoscenti dei figli o dei nipoti delle vittime, sostenendo di dover avere dei soldi e cercando di convincere l’anziano a consegnare del denaro per ripagare il debito. In un altro caso, il ladro si finge amico di famiglia o parente della vittima e, al telefono o per strada, cerca di estorcere del denaro impietosendo l’anziano, raccontandogli le proprie difficoltà economiche.


Un’altra modalità è la truffa dell’incidente. Inizia con una chiamata da un finto carabiniere che informa l’anziano di un incidente accaduto a un figlio o a un nipote, chiedendo poi soldi per le cure mediche o per l’assistenza legale. L’anziano, preso dal panico per la sorte del parente, consegna il denaro, convinto anche dall’apparente affidabilità della persona che si presenta alla sua porta.


Bisogna fare attenzione anche agli sconosciuti che si avvicinano per consegnare un pacco chiedendo in cambio del denaro, asserendo che la merce era stata ordinata dai figli o da altri parenti. La raccomandazione è di non prendere pacchi e di non dare soldi se i destinatari non sono stati avvisati prima della consegna.


Può succedere anche che la persona anziana, dopo aver prelevato contanti in banca o alla posta, venga raggiunta o fermata da qualcuno che si presenta come dipendente dell’agenzia e dice di dover verificare il numero di serie delle banconote appena ritirate. Diffidate di chi vuole controllare i vostri soldi: il rischio è che i truffatori le sostituiscano con banconote false.


Queste sono le truffe più frequenti commesse a danno di persone anziane, ma la cosa migliore da fare, qualora avessimo dei dubbi o sorgessero dei problemi, è chiamare a qualsiasi ora il numero di emergenza 112. All’operatore che risponde alla telefonata dovranno essere fornite, con calma, le seguenti informazioni: nome e cognome, il luogo da cui si sta chiamando, il numero di telefono (per essere eventualmente richiamati) e un breve racconto di cosa è successo o di cosa sta ancora accadendo. Bisogna ascoltare attentamente le direttive fornite dall’operatore e non riattaccare il ricevitore finché non lo dice lui.


Alla fine dell’incontro il comandante Borriello ha consegnato questi semplici ma efficaci consigli: non aprire la porta agli sconosciuti, anche se dichiarano di essere dipendenti di aziende di servizi; non chiamare le utenze telefoniche fornite da estranei, perché dall’altra parte potrebbe esserci un complice; non fermarsi per strada per dare ascolto a sconosciuti che chiedono dati personali, documenti o denaro.


L’invito finale: la prevenzione è la miglior difesa. Per qualsiasi dubbio o per essere aiutati, chiamare sempre il numero di emergenza 112.


Questo articolo è uscito su «Luci sul cammino», n. 5-6/2026. Sfoglia il numero completo in PDF

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