top of page

Il saluto alla comunità

1 mag
Tempo di lettura: 2 min
Il saluto alla comunità

di don Fernando Altieri


Fratelli veramente cari,


con il cuore pieno di gratitudine e di commozione vi scrivo queste poche righe.


Nell’ottica delle necessità spirituali della nostra diocesi di Roma, il cardinale vicario mi ha chiesto di assumere un nuovo incarico pastorale presso il Santuario della Madonna del Divino Amore, luogo della mia formazione sacerdotale e della mia chiamata carismatica come “Oblato”. È per me il momento di dire “sì” all’obbedienza che ho promesso nel giorno della mia ordinazione, certo che il Signore guida la Chiesa e la vita di ciascuno di noi.


Il saluto alla comunità

Anzitutto, grazie!


In questi 7 anni vissuti insieme ho ricevuto molto più di quanto abbia dato. Grazie per la vostra fede matura e forte, per ogni Eucaristia celebrata, ogni confessione ascoltata, ogni malato visitato, ogni bambino battezzato, ogni famiglia accompagnata. Grazie per avermi accolto come padre, fratello e amico. Porto con me i volti, i nomi, le storie che avete condiviso con me: siete già da molto tempo nella mia preghiera quotidiana.


So di non essere stato sempre all’altezza del ministero affidatomi dal Signore. Per le mie stanchezze, i miei limiti, le parole non dette o dette male, vi chiedo perdono di cuore. Affido tutto alla misericordia di Dio, che sa trasformare anche le nostre povertà in bene.


Non lascio un vuoto: lascio voi nelle mani del Buon Pastore. Il nostro vescovo, Papa Leone XIV, provvederà presto a nominare un nuovo parroco che vi amerà e vi guiderà; stategli accanto, sostenetelo e amatelo come avete fatto con me. Accoglietelo come avete accolto me.


La parrocchia non è del prete, ma di Cristo e vostra. Continuate a camminare insieme, nella comunione, nell’Eucaristia, nella carità verso i più poveri.


Il Santuario della Madonna del Divino Amore sarà sempre casa aperta anche per voi. Venite a trovarmi da pellegrini e amici. Affidiamoci insieme a Maria, Madre del Divino Amore, Fiore profumato del Carmelo, perché lei custodisca questa comunità così preziosa e questo servo inutile che vi ha voluto tanto bene.


Vi benedico uno ad uno e vi porto nel cuore.


Pregate per me, come io farò per voi ogni giorno.


Ave Maria!


Questo articolo è uscito su «Luci sul cammino», n. 4/2026. Sfoglia il numero completo in PDF

Commenti


Non puoi più commentare questo post. Contatta il proprietario del sito per avere più informazioni.
bottom of page