Francesco, un volto che attraversa i secoli

di Alessandra Provenza
C'è un santo che, a distanza di ottocento anni, continua a interrogarci: Francesco d'Assisi. Il suo è un dialogo incessante, che attraversa i secoli per posarsi ancora sul cuore di credenti e non credenti; un dialogo intessuto della sua scelta di farsi povero tra i poveri, del suo abbraccio senza confini verso ogni creatura, del suo essere uomo di pace in tempi ostinatamente segnati dalla guerra.
E proprio quest'anno, mentre ricorrono gli ottocento anni dalla sua morte, il Museo del Corso – Palazzo Sciarra Colonna gli dedica una mostra, dal 7 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027. Un'esposizione che non è un evento isolato: il 27 ottobre, ad Assisi, papa Leone XIV presiederà le celebrazioni per i quarant'anni trascorsi dalla storica giornata di preghiera interreligiosa per la pace, voluta da Giovanni Paolo II nel 1986. Da quell'incontro è nato il cosiddetto "Spirito di Assisi", una fiamma che non si è mai spenta, alimentata ogni anno anche da momenti internazionali promossi dalla Comunità di Sant'Egidio. E non dimentichiamo che, dopo quasi cinquant'anni di silenzio nel calendario civile, il 4 ottobre è tornato finalmente festa nazionale: un segno di come l'Italia intera senta il bisogno di fermarsi, ancora una volta, davanti al volto del suo patrono.
Lasciamoci dunque avvolgere da questo clima sospeso tra memoria e attualità, e intraprendiamo un cammino tra le opere in mostra: un pellegrinaggio silenzioso attraverso i secoli, che gli occhi degli artisti hanno saputo fissare su supporti diversissimi: dai codici miniati al vetro, dalle tele al bronzo, fino alle medaglie. Vi siete mai chiesti come sia mutato, nel tempo, il volto di Francesco? Come lo abbia sognato un miniatore medievale, come lo abbia idealizzato un pittore rinascimentale, come lo abbia scavato un maestro del Seicento, o come lo abbia riletto un artista dei nostri giorni? La mostra risponde proprio a queste domande, dipanando un filo che dal Duecento giunge fino agli ultimissimi anni, a testimonianza di come la figura del Poverello sia stata continuamente reinventata, senza che la sua forza si affievolisse mai.
Se in principio Francesco è stato raffigurato come intercessore silenzioso accanto ai potenti del suo tempo, presto i temi più cari alla sua storia hanno preso il sopravvento: l'abbraccio con il lebbroso, il presepe di Greccio, il prodigio delle stimmate, l'estasi, la meditazione silenziosa davanti al crocifisso.

Ma è tra Cinque e Seicento che l'arte raggiunge i vertici di un'intensità quasi bruciante. Grandi maestri si misurano con la figura del santo, da Tiziano ai Carracci, fino a Caravaggio, che di questo racconto per immagini tocca la vetta più alta. Nelle sue tele Francesco non è più un'apparizione remota e dorata, ma un uomo vero, sorpreso nella sua fragilità, avvolto da un fascio di luce, traccia visibile della grazia che squarcia il buio.

La visita prosegue fino agli artisti del nostro tempo, che prendono spunto da Francesco per dare voce a inquietudini che sentiamo ancora profondamente nostre. Un esempio che commuove è La strada del Santo, oggi custodito dalla Comunità di Sant'Egidio: l'autore, Stefano Di Stasio, trasporta il celebre incontro con il lupo di Gubbio dentro una periferia urbana avvolta dalla notte. Il grande animale non è più temuto, ma si abbandona fiducioso al fianco del santo, in un sostegno che è reciproco, quasi una carezza tra due solitudini che si riconoscono. Un'immagine di pace pensata per un mondo che di conflitti, purtroppo, non conosce ancora sazietà.

E allora, mentre il percorso si chiude, torna alla mente il canto che Francesco levò tra il dolore e la luce, quello stesso Cantico che chiamò fratello il sole e sorella la luna, sorelle le stelle e il vento, fratello il fuoco, sorella l'acqua, sorella la madre terra. Perché forse è proprio questo il segreto della sua inesauribile contemporaneità: aver insegnato, otto secoli fa, che nessuna creatura è sola, e che la pace comincia da un abbraccio con l'altro, con il creato, con ciò che ci fa paura.
La mostra. «Sulle tracce di Francesco. Arte, restauro e contemporaneità», Museo del Corso – Palazzo Sciarra Colonna, via Minghetti 22, Roma. Dal 7 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027.
Questo articolo è uscito su «Luci sul cammino», n. 9/2026. Sfoglia il numero completo in PDF

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